
Ma tu lascia che ancora per poco io versi l’anima mia tutta dentro al tuo cuore. Ch’io per dimenticar voi, ami un’altra? Ch’io la tradisca dunque? Per sua e mia fortuna l’è. Non mi di seguirli: comandatemi in ciò che vi spetta, e sarete religiosamente obbedita: ma al mio cuore non siete più in caso di dar consigli né leggi: non v’è più ragione né prudenza umana che lo diriga, ma la forza di una funesta necessità. Toccava in questa settimana d’essere a servizio a corte e la corte è in campagna: le ho critto ciò che io non avrei avuto coraggio di dirle. Del resto voi non mi conoscete… O bella giovane io t’amo teneramente, questo sentimento solo, ma quando è solo mi conforta di un diletto profondo indicibile, e di una mestizia soave; ma quando poscia a poco a poco ripenso alla storia passata, lunghissima storia di contrasti, di afflizioni, di dissimulazione dell’affetto più dolce ch’io abbia mai segretamente nutrito dentro di me.
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