
Con le sue deboli forze di bambino aveva tentato una ultima opposizione a quella partenza folle verso la morte. Pur sapendo probabilmente che non avrebbe potuto sottrarsi e che, per quanto debole, affranto, avrebbe dovuto seguire i suoi energici genitori che, in preda a non si sa quale teutonico slancio di patriottismo, avevano deciso di tornare in Austria per "affrontare insieme il nemico a casa propria". I due si sentivano austriaci al cento per cento. L'ebraismo per loro era un dato di cultura e di religione che non interferiva con l'appartenenza al paese in cui erano nati e cresciuti e in cui avevano le radici. [...] Quel sorriso era l'ultima cosa che aveva visto di lui. Un sorriso d'amore dolente. Un sorriso di timore ma anche di promessa. Come se volesse dirle: io sono qui, e non mi muovo anche se mi muoverò. Ti aspetto.