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lunedì 12 settembre 2011

Le migliori 10righedellasettimana sono di Eleonora Neves che letto TRE CAMERE A MANHATTAN di G. Simenon


edito da Adelphi, 2011, pag. 40
"...Non più di un metro di distanza fra loro, ma entrambi sapevano che per il momento quella distanza non l'avrebbero colmata. Si guardavano con gli occhi socchiusi, felici in egual misura di scoprire l'uno negli occhi dell'altro una luce tanto dolce e rasserenante.
Lei sembrava lì lì per dire qualcosa, ma quando socchiuse le labbra fu solo per cantare, per sussurrare piano piano la canzone di poco prima, che era ormai la loro canzone.
E quel ritornello così banale ne risultò trasformato al punto che l'uomo sentiva salirgli le lacrime agli occhi, e un'ondata di calore invadergli il petto.
Lei lo sapeva. Sapeva tutto. Lo teneva sospeso al suo canto, alla sua voce dalle inflessioni gravi, un pò spezzate, e prolungava sapientemente il loro piacere di essere insieme, lontani dal resto del mondo..."

venerdì 10 giugno 2011

il libro incentivo della 10RIGHEogni10GIORNI va a Nicolò Gambarotta


"la versione di Barney" di Mordecai Richler [Tradotto da Matteo Codignola] edito da Adelphi, le 10 righe sono tratte da pagina 221:

L'aspetto sorprendente di questa evoluzione culturale è che i luoghi proibiti dove si daranno convegno i peccatori (sbottonandosi la patta o calandosi le mutande per fare due chiacchiere come si deve) non saranno più i bordelli, o casini che dir si voglia, ma le biblioteche, sotto costante minaccia di chiusura a opera della Buoncostume letteraria. E la nuova malattia sociale sarà l'intelligenza. Quando tutto questo accadrà, ricordati che per la prima volta lo hai letto qui.

http://scrivi.10righedailibri.it/?#node-2227

martedì 22 febbraio 2011

Le 10righedellasettimana le ha lette Barbara Fanini il 17 febbraio 2011 da “Quaderni 1957-1972” di E.M. Cioran, ed. Adelphi


Si devono scrivere e soprattutto pubblicare solo cose che facciano male, e cioè di cui ci si ricordi. Un libro deve scavare nelle piaghe, addirittura provocarne altre. Deve essere all’origine di uno smarrimento fecondo; ma soprattutto un libro deve rappresentare un pericolo. Chiamo poesia ciò che vi colpisce come un coltello al cuore. Conta solo il libro piantato come un coltello nel cuore del lettore.

lunedì 8 novembre 2010

10 righe della SETTIMANA scelte da Silvia Degli Esposti (06.11.2010) dal romanzo "Una storia semplice", Leonardo Sciascia - Adelphi edizioni (pag.60)


La sua pistola la posava ogni mattina nel cassetto alto, a destra, della scrivania. Lo aprì lentamente, silenziosamente con la destra mentre con la sinistra si teneva davanti il giornale. Le sue mani erano diventate più agili e come moltiplicate, tutti i suoi sensi più acuti. Vibrava tutto in lui, come di una corda metallica sottile e tesa. L'atavico istinto contadino a diffidare, a vigilare, a sospettare, a prevedere il peggio e a riconoscerlo gli si era risvegliato fino al parossismo.
Il commissario finì di pulire la pistola, la ricaricò, la impugnò, fingendo mira alla lampada, a un calendario, al pomo di una porta: ma al momento in cui con improvvisa rapidità la puntò sul brigadiere e sparò, questi si era già gettato a terra con tutta la sedia, aveva scoperto dal giornale che teneva con la sinistra la pistola che aveva tirato dal cassetto, sparato un colpo dritto al cuore del commissario, che crollò sulle carte che aveva davanti copiosamente insanguinandole. "Era un buon tiratore, " disse il brigadiere guardando il foro del proiettile dietro la sua scrivania "ma io lo avevo avvertito": quasi avesse vinto una gara. Ma subito dopo cominciò a piangere e a battere i denti.